E se non si affronta il problema?

La perdita dell’udito è una condizione invalidante per le persone che ne soffrono, con possibili conseguenze anche sulla loro qualità della vita. Le reazioni variano da persona a persona, ma generalmente si hanno effetti sul piano fisico,sociale e psicologico.

Conseguenze fisiche

Un’ipoacusia non trattata sovente determina conseguenze fisiche. Stanchezza, dolori di testa e dolori muscolari, vertigini, stress, ipertensione, disturbi del sonno; tutti sintomi che spesso avverte chi soffre di un calo dell’udito.  Se non si affronta il problema in tempo si può andare incontro a un progressivo peggioramento di alcune funzioni cognitive. È stato infatti dimostrato che la corteccia uditiva, quella parte del cervello che elabora le informazioni sonore che provengono dall’orecchio, è estremamente plastica; perciò chi soffre di ipoacusia, se non cura il deficit uditivo, va incontro quindi a una sorta di “atrofizzazione” della corteccia uditiva, perdendo nel tempo la possibilità di recupero. In questo modo il cervello con tempo “disimpara” ad udire,riducendo le facoltà collegate al processo cognitivo della parola. Alla percezione del suono di una parola non è più corrisposto il corretto significato. Attendere troppo riduce quindi le capacità del cervello di elaborare la parola. Questo fenomeno si aggrava ancora di più con il progredire della perdita uditiva periferica. Si realizza cosi una spirale negativa che, una volta iniziata difficilmente si arresta.

L’incapacità di comprendere, determinata dall’ipoacusia, è la condizione più grave e più sottostimata e, spiegano gli esperti, presenta apparenti disturbi cognitivi quali quello della memoria, dell’attenzione, della comprensione verbale fino ad arrivare a uno stato confusionale apparente. La presbiacusia si associa anche ad un aumentato rischio di caduta a terra. Un apparecchio acustico può compensare la perdita periferica, ma non la minore efficienza della capacità centrale di comprensione. Dunque  più l’isolamento dalla lingua parlata avrà progredito e maggiori saranno le difficoltà di rieducazione uditiva. Si comprende quindi, come sia necessario instaurare una terapia adeguata, che comprenda l’impiego degli apparecchi acustici

Conseguenze  psicologiche

Non poter ascoltare la musica o capire che cosa sta dicendo chi ci parla comporta rilevanti effetti psicologici. Possono insorgere problemi di depressione, che spesso spingono chi soffre di ipoacusia a rifiutare la disabilità, evitando nel modo più assoluto di sottoporsi a una visita audiologica, nonché ad una perdita di autostima fino a sviluppare un disturbo dell’umore di tipo depressivo. Il confronto tra la precedente condizione di normoudente e quella attuale di ipoacusico, lede in modo più o meno evidente i suoi sentimenti e interessi già di per se determina nel soggetto sensazioni di tristezza, paura e inquietudine . Una certa uniformità psicologica è riscontrabile nei deboli d’udito, che hanno in comune una costante sensazione di depressione, una tendenza alla rassegnazione, scarsi contatti sociali e sfiducia nel prossimo.

Conseguenze sociali

Le sofferenze di chi soffre di un calo dell’udito spesso sono aggravate dal negativo atteggiamento dei normoudenti.  Di fronte ad un debole d’udito la società spesso reagisce con indifferenza e talvolta scherno:  quante barzellette avete sentito sui sordi?Le relazioni sociali si fanno meno frequenti perché condizionate da insicurezza, sospetto, timore di essere deriso. Con l’andar del tempo, è sempre maggiore il pericolo di vivere una condizione di rassegnazione ed asocialità.

C’è molta comprensione per i non vedenti, non per chi soffre di cali uditivi. Un mondo senza suoni inon può essere provato, a differenza della vista. Spesso gli ipoacusici sono vittima di equivoci e malintesi e hanno dei comportamenti ritenuti goffi o anormali. Ciò determina l’errata associazione tra sordità e deficienza, e porta l’ipoacusico a considerare il calo dell’udito come una cosa di cui vergognarsi. La società moderna frenetica e competitiva aggrava questa condizione.